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Perché (ri)partire da PM. Troppi operativi, c’è grande bisogno di offerta «manageriale»

Dopo un periodo di assestamento, da qualche mese ho ripreso a «guardare lontano» e fare cose nuove, sempre con il dilemma di come riuscire ad organizzarsi al meglio la vita, professionale e personale.


Sono circa 10 anni che approfondisco l’aspetto organizzativo per le micro e piccole realtà imprenditoriali e per la creazione d’impresa, quando in Italia «startup» era ancora una «parola americana» :)

Non ho mai lavorato in grandi imprese ma sono in stretto contatto da anni con colleghi manager di diversi livelli, confrontandomi con loro su gestione di processi (anche di vita), di persone e lancio di progetti e iniziative.

Ho deciso fortemente che quello che devo fare oggi è, in assenza di soci «esecutori», ripartire con una squadra manageriale, prima di assumere o interpellare operativi di ogni genere, imitando l’approccio delle grandi strutture, soprattutto quando si (ri)parte quasi da zero.

Il motto di oggi è che «per diventare grandi, bisogna fare come i grandi».

Che cosa ci faccio oggi con uno sviluppatore, un grafico oppure con uno o più tecnici operativi o anche account se, nell’organizzare la mia vita professionale, le mie idee, le offerte e le soluzioni per clienti, non ho neanche il tempo per pensare a come diminuire la complessità?

Migliaia di servizi, migliaia di prodotti, velocità del mondo informativo e tecnologico fuori controllo, migliaia di dati, informazioni, conoscenze, idee: la possibilità di selezionare, la gestione del tempo e la capacità di semplificare e fare sistema in un verso ovvero connettere i saperi, le professionalità e le singole eccellenze nell’altro, sono una buona chiave del momento, soprattutto nel nostro complesso (e improduttivo) Paese.

In un mondo fortemente legato a «fare cose nuove» per stare dietro a «cose nuove», sempre in fase di progetto «extra-ordinario» (anche magari per inseguire qualche sogno), come posso ancora aggiungere complessità e tempo (da gestire) per coordinare persone che spesso limitano il proprio lavoro all’operativo «verticale», senza aprirsi a connessioni o contaminazioni trasversali?

Ho deciso dunque di ripartire munendomi di «responsabilità manageriali», di se stessi e di un progetto ovvero di una linea di business a loro assegnati: figure professionali che non sono «mega manager» da grandi strutture ma «manager di intermezzo e connessione», capaci di occupare spazi e tempi vuoti e di programmare o risolvere un problema, senza il bisogno di attendere indicazioni per l’operatività ma con la capacità di decidere loro stessi sull’esecutività di connessione e facilitazione.

Insomma, dopo tutto, «execution» non significa abbreviare tempi e passaggi? Facilitare, comunicare, semplificare?

Tali manager, possibilmente, non devono fare «l’operativo hard» ma hanno invece il focus su:

  • trovare metodi e «percorsi» per attuare una strategia studiata a monte insieme;
  • cercare e selezionare insieme persone operative verticalizzate sui bisogni tecnici: istruirle, seguirle, aiutarle;
  • facilitare l’execution di tali soggetti e «centrare» l’obiettivo unendo i puntini dei saperi di tutti.

In un mondo sempre meno «industrial-fordista» e sempre piu gig e sharing, penso sia un modello che molti micro e piccoli imprenditori potrebbero prendere in considerazione, approcciando come i grandi per poter diventare grandi, seppur con organizzazione, ambiente lavorativo e regole di ingaggio diversi e non comparabili tra macro e micro.

Gli imprenditori di PMI, il cui 66% è gestito da familiari, in un momento di trasformazione digitale così dirompente, hanno bisogno di guardare al futuro aprendosi alla managerialità.

Serve dunque ridurre la complessità con un esercito di esperti, «gestori» di se stessi e degli altri, attenti alla trasformazione digitale e «connettori» (anche sociali) di opportunità, capaci di analizzare nuovi sistemi non solo economici ma di complessità sociale, capaci di ripensare e attuare nuovi modelli di vita professionale e imprenditoriale, nuove catene di produzione del valore.

Per approfondimenti, venite a trovarci all’evento Forum «[Dis]Occupazione Tecnologica» il 12 maggio a Roma, ecco il link per registrarsi.


Con grande impegno e volontà di confronto

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